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Il casco

Il casco può salvare la vita di chi lo indossa correttamente

Perché è importante
Progettato per proteggere la testa in caso di incidente stradale, se indossato e allacciato correttamente, il casco è l’unico mezzo in grado di difendere il capo e il viso da qualsiasi impatto, urto o caduta, evitando possibili conseguenze tragiche. La maggior parte delle vittime sulle due ruote, infatti, muore a causa di traumi alla testa, per questo è importantissimo e obbligatorio indossarlo sempre.

Obbligo di utilizzo
Il 1° aprile del 2000 è entrata in vigore la legge che obbliga tutti i conducenti di un ciclomotore o di un motociclo anche se maggiorenni, ad indossare il casco.

Sono obbligati
• i conducenti alla guida di ciclomotori a due ruote;
• i conducenti di motocicli;
• i passeggeri di motocicli;
• i conducenti e i passeggeri di motocicli con sidecar.

Esenzione di utilizzo
• Conducenti di ciclomotori e motocicli a tre o a quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa;
• Conducenti di ciclomotori e motocicli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l'utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento.

Curiosità
Secondo la legge 533 dell'8 agosto 1977 è vietato indossare il casco in luoghi chiusi perchè rende impossibile il riconoscimento di chi lo indossa.

Mancato uso del casco
Secondo l’art. 171 del Codice della Strada, chi circola alla guida di un motociclo o di un ciclomotore o è passeggero su questi mezzi senza l’uso del casco, è punito con la sanzione pecuniaria da euro 70 a euro 285, nonché con il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni. Al conducente del motociclo è applicata anche la decurtazione di 5 punti dalla patente.

Modelli
Il casco deve avere, per legge, caratteristiche specifiche e particolari: deve essere omologato dal Ministero dei Trasporti e fare riferimento alla normativa europea ECE. Pertanto, al suo interno deve essere riportata l’etichetta di omologazione.
Se il casco ne è sprovvisto, significa che non è omologato, quindi non rispetta le norme europee relative alla sicurezza del conducente.

In commercio è possibile trovarne di diversi modelli.

• Casco leggero: detto anche "padella" e marchiato DGM, non offre grande protezione in quanto lascia la nuca e parte del volto scoperti.

NB: dal 1° settembre 2000 è stata vietata la commercializzazione in Italia dei caschi protettivi per ciclomotore individuati dal marchio di omologazione DGM (Direzione Generale Motorizzazione), e comunemente detti "a padella". Tali caschi - non più omologati dal 1° settembre 2000, in base al decreto del Ministro dei Trasporti e della Navigazione del 28 luglio 2000 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31.8.2000 - hanno caratteristiche tecniche ridotte rispetto a quelle previste dalla normativa internazionale per i caschi da motociclista. I conducenti di ciclomotori che già possiedono un casco DGM possono continuare ad usarlo.

• Casco aperto o Jet, è leggermente più protettivo di quello leggero e ha una visiera apribile. In caso di urto, però, non protegge la mandibola, la mascella e il naso, dato che sono coperti solo dalla visiera.
• Casco integrale: protegge completamente la testa compresa la nuca, ed è dotato di visiera mobile in grado di coprire gli occhi. Per le sue caratteristiche è il più sicuro dei tre.

Fondamentale è il cinturino sottogola dato che tiene il casco allacciato alla testa. Per questo motivo deve essere sempre allacciato correttamente.

Il cinturino può essere allacciato in diversi modi:

• gancio di sicurezza e pulsante;
• a doppio anello, che permette la regolazione ad ogni utilizzo.
 
Infine, i materiali usati per la costruzione del casco sono il policarbonato o le fibre composite. Se tenuto in buone condizioni, il casco offre buona resistenza anche nel tempo.

In caso di incidente?
MAI sfilare il caso, aspettare sempre i soccorsi del personale paramedico. In caso di frattura delle ossa craniche, si rischia si scomporre la frattura stessa e provocare la morte del ferito.